MARIO PERROTTA / CANTIERE APERTO S/CALVINO
“Indago le opere di Calvino e intanto ho in mente una parola fragile: libertà”. Così Mario Perrotta, autore, regista e interprete, descrive il suo spettacolo dedicato a uno dei padri della letteratura del Dopoguerra, Italo Calvino. Un omaggio personalissimo a un autore che ha saputo modellare fortemente la sua visione delle cose, un omaggio
che diventa anche una riflessione sulla libertà.
“Libertà – scrive Perrotta- è una parola che segna con forza la nostra contemporaneità, soprattutto dopo che la pandemia ci ha ricordato drammaticamente il senso delle parole”. Nel ripercorrere l’opera di Calvino, Perrotta ha ricavato un componimento originale che sarà in scena nei maggiori teatri italiani.
Al San Filippo ne vedremo uno studio in forma di prova aperta.
LUCIA MASCINO / THE B*EASTS. (IL SENO)
Il seno di una donna non è soltanto suo. È anche “di pubblica proprietà”. Ed è una cosa che si impara presto. Ce lo racconta Lucia Mascino che in questa prima lettura pubblica di ‘The B*easts’ veste i panni di una psicoterapeuta chiamata da un tribunale inglese a valutare una madre che ha permesso alla figlia di sottoporsi all’operazione
di ingrandimento del seno. Un monologo sfidante che ascolteremo insieme all’autrice Monica Dolan, una delle attrici più interessanti della scena inglese, e alla regista Serena Sinigaglia, sedute in platea per recepire le impressioni del pubblico verso un tema dibattuto: come l’esposizione precoce alla sessualizzazione e alla pornografia nell’era di internet abbia inciso profondamente nella nostra cultura.
DOMENICO IANNACONE / CHE CI FACCIO QUI
Le storie più straordinarie sono quelle che ci passano a fianco senza che ce ne accorgiamo perchè sono così piccole che bisogna andarle a cercare. Il racconto televisivo neorealistico del giornalista Domenico Iannacone si cala
nel teatro di narrazione e trasforma le sue inchieste in uno spazio intimo di riflessione e denuncia. Il palcoscenico diventa luogo fisico ideale per portare alla luce quello che la televisione non può comunicare. Le storie cambiano forma, si animano di presenza viva e tornano a rivendicare il diritto di essere raccontate. Teatro civile, in grado di ricucire la mappa dei bisogni collettivi, dei diritti disattesi, delle ingiustizie e delle verità nascoste.
Le parole ci permettono di entrare, come una voce sotterranea, nelle viscere del Paese.
MARCO CAVICCHIOLI E GUGLIELMO PAGNOZZI / BLACK & BEAUTIFUL POETI AFROAMERICANI CONTEMPORANEI
La poesia afroamericana del dopoguerra riflette la storia di deportazione e schiavitù nonche’ le prime rivendicazioni dei diritti civili dei neri. Il gospel e i canti di lavoro, il blues e il jazz, il soul narrano quella storia, arrivando a influenzare il rithm'n blues, il rock'n'roll, fino ad arrivare al rap e all’hip hop. C’è un legame indissolubile fra poesia e musica nera. Martin Luther King e Malcom X, Woody Gutry e Billie Holyday. Un’avventura coraggiosa e meravigliosa raccontata in jam session.
MARIGIA MAGGIPINTO / MISS LALA AL CIRCO FERNANDO
Un “numero di alto equilibrismo” tra danza, teatro e narrazione. Questo offre Marigia Maggipinto, storica interprete della compagnia del Tanztheater di Wuppertal. Come agli albori del Circo, gli spettatori si avventurano in uno spazio intimo per vedere da vicino “il diverso”, “il fenomeno”: in questo caso la lunga esperienza di lavoro e di vita con Pina Bausch.
Lo chapiteau di Miss Lala è una dimora calda, accogliente. Frammenti, memorie, aneddoti, una replica a New York che non si può dimenticare e altre suggestioni. Maggipinto compone un racconto in cui la presenza e la danza di Pina Bausch aleggiano. Marigia si fa corpo e parola sulle corde sottili della memoria e della passione per il lavoro, una traccia indelebile nella sua esperienza di vita.
MARCO CAVICCHIOLI E GUGLIELMO PAGNOZZI / L’URLO DELLA BEAT GENERATION
Continua la nostra cavalcata attraverso la bEAT Generation con altri due autori Allen Ginsberg e Gregory Corso di cui presentiamo due lunghe poesie.
L'urlo di Ginsberg che è un po' il ritratto di una generazione in lotta con gli Stati Uniti d'America che li ha partoriti e con questo sistema assolutamente autoritario è razzista.
La seconda è Bomba di Gregory Corso, una poesia sarcastico-ironica estremamente pacifista contro tutte le guerre e tutte le bombe che infestano il nostro pianeta.
ROBERTA GIALLO CON JACOPO RAMPINI / UN AFFETTO PIÙ GRANDE DI QUALSIASI AMORE
Callas e Pasolini, storia di un incontro cosmico tra due anime gigantesche. Roberta Giallo e Jacopo Rampini portano in scena uno spettacolo dedicato a due giganti del secolo scorso: Maria Callas e Pier Paolo Pasolini, anime lontanissime eppure affini, ricostruendo, a partire da poesie, lettere, estratti di rotocalchi dell’epoca, la misteriosa storia di una profonda e appassionata “amicizia” tra due esseri umani, fortissimi e fragilissimi. A far da colonna sonora alcune delle arie più celebri dell’opera classica, rivisitate in chiave pop, alcuni estratti delle poesie di Pierpaolo dedicate a Callas, e altri della loro intima e poetica corrispondenza, musicati da Roberta Giallo.
PINO AMMENDOLA E EVA ROBIN’S / LETTERE A YVES
Si possono scrivere lettere d’amore senza nascondere nulla? Pierre Bergé lo ha fatto alla morte del suo compagno Yves Saint Laurent, dopo cinquant’anni passati insieme tra baruffe e gelosie, abbandoni e riappacificazioni, estasi e tormenti. Le lettere di Bergé, raccolte in un volume, sono state definite vere e proprie “lezioni d’amore”, perché sono del tutto sincere e non celano il lato oscuro dell’innamoramento, il dolore che sempre prima o poi lo accompagna. Sono il resoconto di “un’assenza sempre presente”, perché il ricordo di Yves segue il suo compagno ovunque: nelle case che hanno abitato, nei giardini di Marrakesh che amavano, persino nei luoghi dove Saint Laurent, sedentario e poco incline ai viaggi, non è mai stato.
FABRIZIO FAVALE & FIRST ROSE / WINTER FOREST. THE RAINING VERSION
Winter Forest crea un paesaggio inclassificabile dal carattere invernale, glaciale, come di foresta nordica. Qui si muovono tre danzatori in una danza fatta dell’intreccio fra un’elevata complessità tecnica e movimenti sconosciuti, come di creature di altri mondi. La coreografia è costruita con un’idea ciclica in cui gli elementi, pur variando, tornano e ritornano, con un’apparente casualità, come accade ai temporali e alle tempeste.
The raining version è la versione del lavoro specifica per lo spazio dell’Oratorio di San Filippo Neri, versione che esalta il lavoro sulla danza e sulla coreografia perché priva di effetti luce e scenografici, con il pubblico seduto tutto attorno.
MARCO CAVICCHIOLI E GUGLIELMO PAGNOZZI / MEXICO CITY BLUES DI JACK KEROUAC
Nato nel marzo del 1922, quest'anno ricorre il centenario del fondatore della Beat Generation che ha influenzato scrittori poeti e musicisti di tutto il mondo, dagli anni 50 in poi. Voce e sassofono contralto si inseguono in questa cavalcata attraverso la raccolta di poesie di Jack Kerouac Mexico City Blues. Composta da 242 "cori" o paragrafi, brevi ed intensi episodi poetici, fa emergere con forza quella "prosodia bop" che ha reso celebre lo scrittore il quale definiva se stesso non come tale, ma piuttosto come un compositore jazz. Ed infatti la raccolta, qui eseguita come una lunga improvvisazione in stile bi-bop tra un attore e un musicista, rimanda al jazz di Charlie Parker cui è ispirata.










