NARRANDOBO | ONDINA E LE ALTRE
Storie di sport e di donne che corrono più veloci del loro tempo
Un reading teatrale dedicato a Ondina Valla, prima atleta donna italiana a vincere un oro olimpico. A 90 anni dalla sua impresa nei giochi di Berlino 1936, torniamo a raccontare la storia di una ragazza bolognese che ha raggiunto la fama internazionale vincendo gli 80 metri a ostacoli in un’epoca - il fascismo - in cui alle donne veniva chiesto di essere solo brave figlie, madri e mogli. Ricordare questa figura importante della nostra città è anche uno spunto per entrare in dialogo con l’esperienza delle atlete professioniste di oggi e chiederci: ormai un secolo dopo la vicenda di Ondina il mondo dello sport per le ragazze è davvero cambiato?
MARCO SGROSSO | EMMA B. VEDOVA GIOCASTA
partitura sonora per Madre e Figlio
Folgorazione è la parola che accende il desiderio di un confronto con me stesso e la nostalgia della vita che scolora, che mi dà il coraggio e l’ebbrezza di tentare un salto nel vuoto. Nel caso di Emma B. la lettura del testo di Alberto Savinio e la memoria di un allestimento di molti anni fa con Valeria Moriconi, delle parole scolpite in modo tanto intimo in quel corpo di attrice, mi hanno spinto alla sfida di metterlo in scena. Ma quale demone interiore mi spinge a questa ardita esposizione in un ruolo scritto per una donna? Siamo in un comune interno borghese o in una delle tante stanze della memoria che ci affollano l’anima? Savinio racconta senza filtri la storia di uno strappo feroce che anela ad un ricongiungimento impossibile, mentre Madre e Figlio prendono corpo nello stesso corpo. In totale solitudine. E il rito, funebre e amoroso, si compie.
LIVIA LUPATTELLI | LA VOCE CHE RESTA
Rita Atria, morte per solitudine
«Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta»
R. Atria
La voce che resta percorre i momenti più significativi su Rita Atria. Un palcoscenico essenziale, dove immergere lo spettatore in un vero e proprio percorso emotivo. In questa mise en espace viene fuori il ritratto di una giovane donna sospesa tra la realtà di un mondo violento nelle sue pulsioni e chiuso nelle sue regole e nella sua sfiducia, e i sintomi di un mondo che vuole cambiare. Il ritratto della lacerazione di una donna siciliana di oggi.
TOMMASO RAGNO | UNA RELAZIONE PER L'ACCADEMIA
Si chiama Pietro il Rosso la scimmia a cui Franz Kafka dà voce nel 1917 con un
racconto breve pubblicato su una rivista. Pietro viene catturato mentre è con il suo
branco, lo feriscono due pallottole, una in modo non grave al volto, ma che gli darà il soprannome di “il rosso”, l’altra all’anca, che lo rende zoppo. Dopo la prigionia, in una cassa mentre raggiunge l’Europa su una nave, Pietro capisce: può imitare molto bene gli uomini, può in questo modo garantirsi la libertà, o meglio, una forma di libertà, che lo porterà nei teatri ad esibirsi. Dopo quasi cinque anni, gli antropologi che lo invitano all’accademia per ascoltare la sua storia, trovano davanti a loro una scimmia-uomo calma, riflessiva, ironica, che racconta il suo percorso con una vena di malinconia, rabbia ed accusa che percorre tutto il racconto.
GABRIELLA SALVATERRA | LA ULTIMA VEZ - CENA CLANDESTINA
LA ULTIMA VEZ (“L’ultima volta”) è una cena clandestina che si propone di celebrare la meraviglia di un eterno nuovo inizio. Questo spettacolo supera i limiti tradizionali del teatro, integrando in un’esperienza poetica il cibo, la narrazione, la musica e la memoria dei nostri corpi. “Quando le persone si riuniscono attorno ad un tavolo molto spesso parlano delle loro vite, ma non capisco perché quasi sempre parlano delle loro prime volte. Questa notte propongo il contrario; ricordare, celebrare le ultime volte della nostra vita, perché per me sono le più belle e le più importanti”.
Per maggiori informazioni: www.oratoriosanfilipponeri.com oratoriosanfilipponeri@mismaonda.eu | 3497619232
GLI ORARI DELLE REPLICHE
- giovedì 5 dicembre ore 20.00
- venerdì 6 dicembre ore 20.00
- sabato 7 dicembre ore 13.00
- sabato 7 dicembre ore 20.00
- domenica 8 dicembre ore 13.00
- domenica 8 dicembre ore 20.00
Biglietteria aperta su VivaTicket!
Attualmente i biglietti disponibili sono terminati, consigliamo di controllare la pagina dedicata su VivaTicket perché se si dovessero liberare dei posti li rimetteremo in vendita direttamente lì.
MATTEO SAUDINO | VITE RIBELLI
Fare filosofia è un’attività ribelle che si basa sul dubbio e sul pensiero critico che generano bellezza e crescita, ma anche disorientamento e inquietudine. Matteo Saudino porta la sua esperienza filosofica in teatro, con uno spettacolo che rende omaggio alla forza del pensiero attraverso le storie di cinque vite ribelli, dalla scelta di Ipazia di immergersi nel mondo della matematica sfidando ogni fondamentalismo religioso al coraggio di Democrito di affermare che tutto è materia e che la felicità risiede nel vivere liberi dalla paura e dal dolore; e ancora da Giordano Bruno a Olympe de Gouges e la sua Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina; per giungere infine al cospetto di Socrate, il filosofo e il ribelle per antonomasia, colui che in punto di morte si ribella all’ingiustizia della sua condanna continuando a rispettare le leggi della città di Atene.
#NARRANDOBO | LA VITA SOTT’ACQUA
Per questo secondo appuntamento all’Oratorio di San Filippo Neri, #narrandoBO prende spunto da uno dei goal dell’Agenda 2030 per andare alla scoperta della Bologna delle Acque. La classica cifra di intrattenimento del format,
che spazia dal cabaret alla stand up comedy e al teatro di narrazione, diventa la chiave per raccontare quello che si nasconde sotto la superficie della città: canali coperti, chiuse nascoste, vecchie storie acquatiche di quella che alcuni turisti chiamano addirittura “la piccola venezia”. E perché no, ci sarà spazio anche per qualche viaggio surreale in una vita bolognese subacquea.
KAYHAN KALHOR E KIYA TABASSIAN | NON FU MAI UOMO CHE CERCASSE TANTO - A 700 ANNI DALLA MORTE DI MARCO POLO
Il Milione racconta un viaggio di conoscenza più che un viaggio di conquista. Non fu mai uomo che cercasse tanto prende spunto proprio da questa convinzione creando uno spettacolo di musica, immagini e parole che segue le più diverse rotte dei viaggi di Marco Polo nel lontano Oriente, di passaggio anche in terra persiana. Alle pagine del
Milione lette e selezionate da Sandro Cappelletto, sulle suggestive videoproiezioni curate da Tommaso Arosio, si alternano le improvvisazioni musicali di due maestri della musica persiana: Kayhan Kalhor, leggendario suonatore di kamancheh, strumento ad arco della tradizione iraniana, e Kiya Tabassian, suonatore di setar, il liuto persiano.
Per maggiori informazioni: www.bolognafestival.it | T. 051 649 33 97
#NARRANDOBO | REGAZ - ADOLESCENZE BOLOGNESI
Una serata dedicata alla Bologna degli adolescenti. Un viaggio nei luoghi di culto, nei modi di dire, nelle avventure tipiche di ragazze e ragazzi bolognesi, quelli di oggi ma anche quelli di altri tempi. Attraverso la molteplicità di linguaggi performativi che contraddistingue questo format di spettacolo dal vivo tutto dedicato alla città delle due torri, #narrandoBO, tra stand up comedy, teatro di narrazione e cabaret, porterà il pubblico alla scoperta (o alla riscoperta?) di cosa significa passare un’adolescenza a Bologna, magari immaginando di restarci tutta la vita oppure di scappare via il prima possibile.
NICCOLÒ FETTARAPPA | UN’ORA DI INSOPPORTABILE SUPPLENZA
A una certa età si smette di andare a scuola. E si smette di essere bocciati. Ed è un peccato. L’estate è da sempre la meta di chi durante l’anno ce la mette tutta per conquistarsi la vacanza. I rimandati, i bocciati, i somari e i perdenti d’estate restano in città a casa, a ripassare per gli esami di recupero. Un’ora di insopportabile supplenza è un breve concerto didattico surrealista, un corso di grammatica di vita guasta, un approfondimento sulle cause della rivoluzione francese e del perché tu non ce la fai, un ripasso generale sull’ablativo e i tuoi fallimenti. In scena un professore e un musicista, a metà tra Zecchino d’Oro e turpe stornello, mettono in musica la parata di insuccessi della vita.









