DAVIDE ENIA / APPUNTI PER UN NAUFRAGIO
«Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa assieme a mio padre. Approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più. Né io né mio padre riuscimmo a dire nulla. Era la Storia quella che ci stava accadendo davanti.” Davide Enia guarda in faccia chi arriva e chi attende, e narra la storia di un naufragio individuale e collettivo. Da un lato una moltitudine in movimento, che attraversa intere nazioni e il Mediterraneo, in condizioni al di là di ogni immaginazione. Dall’altro, a cercare di accoglierla, un pugno di uomini e donne sul confine di un’epoca e di un continente. Nel mezzo si è posto l’autore, per raccontare la scoperta di ciò che accade davvero in mare e in terra, e il fallimento delle parole che si inabissano nel tentativo di comprendere i paradossi del presente. A partire da una forte esperienza, dal toccare con mano la disumana tragedia degli sbarchi, Enia dà voce ai volontari, agli amici d’infanzia, alle testimonianze dei ragazzi che approdano miracolosamente sull’isola.
Da Appunti per un Naufragio di Davide Enia (Sellerio editore)
CARTA BIANCA A MONI OVADIA
Moni Ovadia, nasce in Bulgaria da una famiglia ebraico-sefardita. Ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi, è attore, autore e scrittore, uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura della scena italiana. Il suo teatro ha contribuito a fare conoscere la cultura Yiddish attraverso una lettura contemporanea, unica nel suo genere in Italia e in Europa. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il "vagabondaggio culturale e reale" proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell'immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro. Ma Moni Ovadia è anche noto per il suo costante impegno politico e civile a sostegno dei diritti e della pace. In questo recital/monologo intratterrà il pubblico con riflessioni, letture e storielle ispirate al suo vastissimo repertorio.
FRANCESCO PICCOLO / MOMENTI DI TRASCURABILE (IN)FELICITÀ
Francesco Piccolo racconta e legge le storie tratte dai due libri gemelli, Momenti di trascurabile felicità (2010) e Momenti di trascurabile infelicità (2015), pubblicati da Einaudi e costantemente ristampati. Un'occasione per far parlare i libri stessi, con la voce inconfondibile di chi li ha scritti, in un modo di raccontare Momenti felici e infelici dell'esistenza quotidiana che ci accomunano tutti in un sorriso (a volte amaro), che sul palco vengono trasformati in un’ora divertente e a volte esilarante. Un catalogo di eventi trascurabili ma piantati nella vita di ognuno, che fanno sempre dire a chi sta in platea: è vero, è successo anche a me.
ANNAGAIA MARCHIORO / FAME MIA - QUASI UNA BIOGRAFIA
“La storia di una donna che aveva fame, che aveva così tanta fame, da smettere di mangiare. Quella donna ero io ed era anche Amélie Nothomb, e i tanti Giada, Marika, Riccardo e altri infiniti nomi. La fame è un paesaggio che ci accomuna tutti. Belli, brutti, storti, compiuti o incompiuti. La fame è un sentimento universale. La fame, ovviamente, non è solo di cibo, ma di amore, di vita, di storie, di riconoscimento.“ Fame mia è uno spettacolo comico e poetico che parla di cioccolato e di desideri, di cibo e di ossessioni, di accettazione e di denutrizioni, liberamente tratto da un romanzo di Amélie Nothomb, da cui ruba i momenti più alti e la crudele ironia, sfocandone i contorni, fino a farlo aderire a un’altra storia, quella dell’autrice-attrice che la interpreta.
VINCENZO PIRROTTA E GABRIELE VACIS: SUPPLICI A PORTOPALO. DALLA TRAGEDIA DI ESCHILO ALLE PAROLE DEI RIFUGIATI
Sulla costa siciliana, frontiera delle rotte della disperazione del Mediterraneo, un coinvolgente racconto teatrale basato su Le Supplici di Eschilo, che mette in scena la difficile decisione della città di Portopalo di fronte alla richiesta di asilo di chi fugge dalla guerra e dalla fame. I versi di Eschilo si intrecciano e si confondono con i racconti dei migranti che approdano in Sicilia, dopo peripezie inenarrabili. Ma non bastano carità e pietà: solo la dimensione politica – insegna già Eschilo 2500 anni fa – può affrontare e risolvere positivamente, nel segno del bene comune, la difficoltà di migranti e cittadini. Il racconto teatrale si fa orazione civile e occasione di riflessione collettiva e il teatro recupera così la funzione originaria che aveva nell’Atene del V secolo a.C., agli albori della democrazia e della politica.
MANIFESTO
La fine del mondo è la fine del mondo Festival
a cura di Kepler-452
Direzione artistica Nicola Borghesi, Enrico Baraldi e Avanguardie 2030
VANIA
La fine del mondo è la fine del mondo
Festival a cura di Kepler-452
Direzione artistica Nicola Borghesi, Enrico Baraldi e Avanguardie 2030
IL CONTOURING PERFETTO: I CONTORNI IDEALI IN CUI VIVERE
La fine del mondo è la fine del mondo
Festival a cura di Kepler-452
Direzione artistica Nicola Borghesi, Enrico Baraldi e Avanguardie 2030
HOMO RIDENS_BOLOGNA
La fine del mondo è la fine del mondo
Festival a cura di Kepler-452
Direzione artistica Nicola Borghesi, Enrico Baraldi e Avanguardie 2030
PAMELA VILLORESI: LA CHIAMA DELLE DONNE
“Mi sono resa conto che, con le nostre figlie e i nostri figli, abbiamo dato per scontate troppe cose: il diritto al voto, il diritto al lavoro, la maternità desiderata e retribuita, i consultori, i diritti e le regole dei lavoratori e soprattutto delle lavoratrici. Forse c'è bisogno di volgere lo sguardo indietro, quando si lavorava per un po' di pane e, lavorando, si rischiava la vita; quando, per sfamare la famiglia, tante donne accettavano lavoro in nero, se lo trovavano, se le gravidanze lo permettevano. Succede anche oggi, purtroppo, ma allora era la regola. Questo recital vuole, attraverso racconti, poesie e musiche, accompagnarci lungo tutto l'ultimo secolo per mostrarci il percorso che le donne e gli uomini hanno compiuto, a prezzo di lotte, fatiche, sfide e talvolta della vita.” (Pamela Villoresi)







