FRANCK · ČAJKOVSKIJ DOHNÁNYI · YSAŸE | POESIA E VIRTUOSISMO

Grandi Solisti – Grandi Maestri è la rassegna dell’Associazione Inno alla Gioia APS che affianca ai concerti di solisti di fama internazionale masterclass di alto perfezionamento aperte ai giovani musicisti del territorio, nella convinzione che l’eccellenza artistica debba essere alla portata di tutti. Il concerto conclusivo del 18 dicembre è un viaggio nell’anima romantica e postromantica per violino e pianoforte: la luminosa Sonata in La maggiore di César Franck, uno dei capolavori assoluti della letteratura cameristica; il Valse-Scherzo di Pëtr Il’ic Cajkovskij, brillante pagina virtuosistica; la Ruralia Hungarica n. 2 di Ernő Dohnányi, di intenso lirismo di ispirazione popolare; e il Poème Élégiaque di Eugène Ysaÿe, meditazione dai colori profondi.


FRANCK & ŠOSTAKOVIČ | CINQUE VOCI, DUE CAPOLAVORI

Grandi Solisti – Grandi Maestri è la rassegna dell’Associazione Inno alla Gioia APS che affianca ai concerti di solisti di fama internazionale masterclass di alto perfezionamento aperte ai giovani musicisti del territorio, nella convinzione che l’eccellenza artistica debba essere alla portata di tutti. Questo appuntamento propone due capolavori del repertorio cameristico per pianoforte e archi: il Quintetto in fa minore di César Franck, denso di lirismo e di respiro sinfonico, e il Quintetto op. 57 di Dmitri Šostakovič, che alterna rigore contrappuntistico, ironia e slancio drammatico.


ACCADEMIA STRUMENTALE ITALIANA ALBERTO RASI SPLENDID | ISOLATION

Tra Cinque e Seicento gli autori inglesi trasformano le influenze italiane in un linguaggio personale e riconoscibile, inaugurando una florida stagione di musica strumentale. Danze leggere convivono con raffinate polifonie, dal Browning à 5 di William Byrd alle struggenti Lachrimae di John Dowland. Gli spunti del madrigale, giunti oltre Manica con la raccolta Musica transalpina, diventano un dialogo intimo e riflessivo. Non a caso Dowland immagina gli esecutori stretti a un tavolo, come conversando, con le parti scritte su un unico foglio. È lo spirito dell’Accademia Strumentale Italiana, ensemble fondato e diretto dal gambista Alberto Rasi con una vocazione per le più rare pagine rinascimentali e barocche.


QUARTETTO K | TRADIZIONE, CONFINE, IDENTITÀ: MUSICHE DALL’EUROPA ORIENTALE

La musica diventa veicolo di memoria collettiva soprattutto nelle terre caratterizzate da pluralità etnica, migrazioni e complesse dinamiche di confine. Da oltre vent’anni il Quartetto K – formato dal violinista Stefano Martini, il flautista Matteo Salerno, il chitarrista Egidio Collini e il contrabbassista Fabio Gaddoni – interpreta con arrangiamenti originali l’ethos sonoro dell’area mitteleuropea, balcanica e orientale. È un viaggio che tocca il repertorio popolare ungherese dominato dal violino, passa dalle danze rumene e si inoltra nella tradizione russa sacra e profana. Ma l’approdo è sempre il klezmer ashkenazita, linguaggio musicale transnazionale, capace di assimilare modelli stilistici diversi, con un’estetica fondata sull’imitazione della voce umana e sull’oscillazione tra il pathos elegiaco e le danze più esuberanti.


FESTIVAL RESPIGHI BOLOGNA 2026 | LA GENERAZIONE DELL’OTTANTA

Il Festival Respighi Bologna, organizzato da Musica Insieme con la Direzione Artistica di Maurizio Scardovi, continua la sua opera di valorizzazione del repertorio musicale del primo Novecento grazie a un trio di eccellenti solisti: Gabriele Pieranunzi, Primo violino del Teatro San Carlo di Napoli, Silvia Chiesa, violoncellista ideatrice della Trilogia del Novecento Italiano con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, e Maurizio Baglini, pianista acclamato nelle principali sale, dal Kennedy Center di Washington alla Salle Gaveau di Parigi. Per loro un programma a geometrie variabili dedicato alla Generazione dell’Ottanta, con un caposaldo come la Sonata per violino e pianoforte di Respighi e una prima assoluta commissionata dal Festival alla giovanissima compositrice bolognese Sara Gabusi.


OPUS13 QUARTET | TRAME D’ARCHI

Il primo amore non si scorda mai, ma neppure il primo concerto. Lo sanno bene i giovani musicisti di Opus13, quartetto norvegese che prende il nome dal Quartetto op.13 di Mendelssohn, il loro primo brano suonato nel 2014. Da allora la formazione si è imposta sui palcoscenici più prestigiosi, coniugando grande repertorio e nuova musica. Questa vocazione si rispecchia nella prima assoluta di Matteo Franceschini, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, al quale Bologna Festival e Ferrara Musica hanno commissionato una nuova composizione per quartetto d’archi, in dialogo con l’energico Beethoven (Quartetto op.18 n.3) e l’anticonvenzionale Quartetto n.3 di Bartók: tre lavori “distesi” su tre secoli, testimoni di una forma musicale in continuo divenire.


BREZZA ENSEMBLE | L’ARTE DI PRELUDIARE

Ciò che rende unico l’ensemble Brezza nel panorama dei gruppi di musica antica “storicamente informati” è il recupero della pratica del preludio, ovvero la realizzazione di brevi improvvisazioni prima dell’esecuzione di un brano specifico. È un antico metodo di riscaldamento, accordatura e preparazione che rimanda a un’epoca in cui l’arte del preludiare era considerata indispensabile per qualsiasi professionista. Il programma proposto da Marina Cabello del Castillo (viola da gamba), Pablo Gigosos (traversiere) e Teun Braken (clavicembalo), formatisi alla prestigiosa Schola Cantorum Basiliensis, si concentra sul Sei-Settecento, creando una vera e propria storia da leggere/ascoltare capitolo per capitolo. I Preludi (improvvisati) segnano di volta in volta il passaggio da una sezione all'altra, introducendo l'ipnotica Chaconne en trio di Jacques Morel oppure la celebre Halle Sonata di Händel o ancora la Sonata per flauto BWV 1034 di Bach, per finire sui Pièces de clavecin en concerts di Rameau.


FESTIVAL RESPIGHI BOLOGNA 2026 | RESPIGHI ELETTRICO

L’Oratorio di San Filippo Neri si riconferma tappa fondamentale del Festival Respighi Bologna, organizzato da Musica Insieme con la Direzione Artistica di Maurizio Scardovi, per un progetto che rispecchia la sua anima architettonica ibrida, fra tradizione e modernità. A 90 anni dalla scomparsa del compositore, il Festival, in collaborazione con la Fondazione Arturo Toscanini, presenterà in prima assoluta Respighi elettrico, interpretato dai giovani, eccezionali talenti della Toscanini Academy. Sarà un’occasione per riscoprire alcune celebri liriche di Ottorino Respighi con un sound nuovo che comprende anche chitarra elettrica, basso e batteria, grazie alla direzione e agli arrangiamenti di Tiziano Popoli, compositore esperto e mentore dell’Academy, e con la voce di Emidio Clementi, fondatore e frontman dei Massimo Volume.


EMANUELE ARCIULI | TRA VARIAZIONI E SUONI VIRTUALI

John Cage sistemava viti, bulloni e oggetti tra le corde, trasformando il pianoforte in un campo d’azione teatrale. Ma la tecnologia avanza e oggi la preparazione prescinde dal dato fisico, come dimostra Emanuele Arciuli che propone, in prima assoluta a Bologna Festival, il suo Prepared Piano Music. Sfruttando il digitale, l’idea del pianista è che il martello colpisca i sensori campionati sul suono preparato. Sperimentazioni timbrico-tecnologiche di un programma che s’incunea in un affascinante percorso nel mondo delle Variazioni: classiche, dice Haydn, jazzistiche risponde Thelonious Monk. E proprio uno dei suoi brani più celebri diventa il fulcro di un’opera collettiva quale Round Midnight Variations - for E. Arciuli. Completa il programma un brano dell’americano Matthew Quayle, sempre dedicato a Emanuele Arciuli, Variations (with regards to Bill Evans, Brad Meldhau, Chick Corea and Keith Jarrett).


ORCHESTRA SENZASPINE | STRAVINSKY - JOLIVET - ROTA

Una serata dedicata a tre pagine celebri del Novecento. Apre il concerto con energia e virtuosismo, il Concerto in Re per archi di Igor Stravinsky, a seguire il Concerto per flauto e orchestra di André Jolivet, interpretato dal talentuoso solista Alessandro Lo Giudice. Il percorso si conclude con il Concerto per archi di Nino Rota, raramente eseguito, ma capace di mostrare tutta la forza inventiva del compositore italiano. Una serata che intreccia rigore, intensità e brillantezza, restituendo la ricchezza e la vitalità di un repertorio che ha segnato in profondità il panorama musicale del Novecento.

Per maggiori informazioni: www.senzaspine.org