UMBERTO CURI E MARIANGELA GUALTIERI / RIPARARE IL VIVENTE

Riparare è una parola bellissima perché è a fondamento del saper creare, elaborare, cambiare. Si riparano le offese e i torti, si riparano i danni, le mancanze, i guasti, le dimenticanze. Ma si ripara anche un progetto, una realtà del mondo. C’è la riparazione dei danni di guerra, la riparazione legata alla preghiera e al pentimento. Riparare è il contrario in tutti sensi di rottamare. Per riparare sono necessarie azioni e decisioni della persona, che le macchine forse possono eseguire ma non decidere. Infatti l’atto di riparare non è mai unico o prevedibile: ogni riparazione ha un suo percorso, una sua necessità, una specifica falla o rottura da individuare e sanare. Ci aiutano a riflettere su questo argomento un filosofo attento come Umberto Curi e una poetessa raffinata quale Mariangela Gualtieri che interpreterà “Bello Mondo”, brani dalle sue raccolte.


ATELIERSI CON LEA MELANDRI / LA MAPPA DEL CUORE

A metà degli anni ‘80 il settimanale “Ragazza in” fece la scelta dirompente di affidare a Lea Melandri, figura tra le più significative del femminismo italiano, una rubrica di corrispondenza in cui lei, anziché rispondere direttamente alle missive, apriva un confronto con i giovani, creando, di fatto, un primo network sociale. Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi conducono un viaggio emotivo attraverso la lettura delle lettere e delle risposte di Lea intrecciando le urgenze adolescenziali di allora, le risonanze create dall’elaborazione di quelle parole da parte di ragazzi contemporanei, la voce della solista Francesca Pizzo e le elaborazioni sonore di Vincenzo Scorza. Il risultato è quello che gli ideatori definiscono “un reading per anime inquiete” che sarà per l’occasione introdotto dalla stessa Melandri.


ELENA BUCCI / GLI ALBERI MUOIONO IN PIEDI

Questo melologo di più anime si ispira alla storia del poeta e rivoluzionario greco Alekos Panagulis e della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci: si incontrano per un’intervista il giorno in cui Alekos, incarcerato per un attentato al dittatore Papadopoulos, viene liberato grazie ad un forte movimento internazionale e restano allacciati fino alla morte di lui per un misterioso incidente, nel 1976. Alekos trova nella poesia una cura per resistere alla violenza della tirannia e del carcere; Oriana fa del suo lutto un libro. Irriducibili, spesso isolati e solitari, mai vinti nella vitalità e nell’energia, trasformano il dolore in scrittura, memoria di tutti, un tesoro al quale attingere quando manca il coraggio.


ALESSIO PIANELLI / VIOLONCELLO

È uno dei migliori violoncellisti della nuova generazione, forte di una padronanza tecnica eccezionale e di una creatività vulcanica. Alessio Pianelli ha studiato al Conservatorio di Palermo con Giovanni Sollima e poi alla Hochschule für Musik di Basilea con Thomas Demenga. Come solista si è già esibito con orchestre come la Sinfonieorchester Basel o l’Orchestra RAI di Torino. Apre il programma con la Sonata op.102 n.1 di Beethoven, una “sonata libera” che si emancipa dalle regole della forma classica, per poi passare all’appassionata freschezza dell’“Adagio e Allegro” di Schumann; completa il programma con la Sonata op.119 di Prokof’ev e la Sonata op.40 di Šostakovič, tra le pagine per violoncello più significative nella prima metà del Novecento.


FRANCESCO ABATE / MIA MADRE E ALTRE CATASTROFI

Una serie di dialoghi folgoranti, irresistibilmente comici, che tessono il racconto di una intera vita, anzi due: quella di un figlio e di sua madre, dall’infanzia fino ad oggi. Con grazia estrema ma senza sconti, Francesco Abate ha scritto la tragicommedia del rapporto sentimentale più dolce e ingarbugliato di tutti. Dal suo libro “Mia madre e altre catastrofi”, lo scrittore sardo trae materia per una stand up divertentissima costituita da brevi sketch. La protagonista del libro, Mariella, è stata anche interpretata in una serie di video dall’attrice Piera Degli Esposti. Ma quali sono le caratteristiche di questa madre? Fa il bagno al mare in dicembre, tiene una pelliccia d’estate in una 500 color crema e non perde una messa alla chiesa neocatecumenale. Il successo decretato dalla rete ha sospinto il progetto di Francesco Abate, nato da una serie social a episodi, a incarnarsi nella forma del libro. E da lì fino al teatro.


CLARISSA BEVILACQUA / VIOLINO

Enfant prodige, Clarissa Bevilacqua ha suonato per la prima volta in pubblico all’età di nove anni e si è diplomata al Conservatorio di Piacenza a sedici. Allieva di Boris Belkin e Pavel Vernikov, si sta perfezionando al Mozarteum di Salisburgo con Pierre Amoyal. La grazia dello stile e una grande abilità comunicativa sono solo alcune delle sue doti; interprete appassionata già domina un repertorio solistico da virtuosa del violino: dalla Sonata n.1 BWV 1001 di Bach alla Sonata op.31 n.2 composta da Paul Hindemith nel 1924; da “Paganiniana”, variazioni per violino solo scritte dal celebre violinista Natha Milstein, alla Sonata n.2 “Jacques Thibaud” di EugèneYsaÿe, autentico monumento alla tecnica violinistica moderna.


ELIA CECINO / PIANOFORTE

Ogni anno, nell’ambito della rassegna “Talenti”, Bologna Festival ospita il vincitore del “Premio Venezia”, il concorso pianistico che premia i migliori diplomati dei Conservatori italiani. Quest’anno il primo classificato è il diciottenne Elia Cecino, pianista di talento avviato ad una brillante carriera mentre continua a perfezionarsi sotto la guida di Eliso Virsaladze alla Scuola di Musica di Fiesole. Cecino ha iniziato a suonare all’età di nove anni e a quindici si è esibito su Rai Uno in una serata a favore dell’Unicef. Per il debutto bolognese propone un programma all’insegna della classicità, con un omaggio a Beethoven, nella ricorrenza dei 250 anni della nascita: la Sonata op.31 n.1 di Beethoven contornata dalla Sonata Hob.XVI:34 di Haydn e le “Varations Sérieuses “di Mendelssohn.


CATHY LA TORRE E SUOR MARIACHIARA / DA CHE PULPITO!

Cosa succede se s’incontrano due donne provenienti da mondi completamente diversi, la Chiesa e la comunità Lgbt? Mondi che troppo spesso si sono tenuti a distanza, sorretti dal pregiudizio, rispettivamente di oscurantismo e devianza. Succede che, se queste due donne sono l’avvocata Cathy La Torre e la monaca Mariachiara Piccinini, si proverà a dare un peso ai pregiudizi. Tentando di raccontare quanto abbiano impedito o impediscano a tutti noi, di accogliere realmente ogni tipo d’incontro, anche il più improbabile. Una suora e una lesbica entreranno nelle rappresentazioni stereotipate di due realtà all’apparenza lontanissime, attraverso un racconto incrociato ed intimo. Due donne, a modo loro fuori dalla “norma”, per squarciare un buio che accompagna secolidi pregiudizi.


OTTAVIA PICCOLO / DONNA NON RIEDUCABILE ANNA POLITKOVSKAJA

Scritto da Stefano Massini, è l’adattamento in forma teatrale di brani autobiografici e articoli di Anna Politkovskaja, la giornalista trovata morta il 7 ottobre 2006 nell’androne della sua casa moscovita, uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Un piccolo grande “caso” della scena teatrale italiana, programmato nei teatri italiani stagione dopo stagione, in cui Ottavia Piccolo dà voce allo smarrimento, all’orrore, alla dignità e anche all’ironia di questa donna indifesa e tenace, con il rigore e l’intensa partecipazione di un’attrice che in quei valori di libertà si identifica fino in fondo. Per il pubblico un’emozione violenta. Lo sguardo di Anna fu aperto, senza prevenzioni né compromessi, su quanto avveniva nel suo Paese, a partire dalla lontana Cecenia per arrivare ai momenti più recenti della storia russa (dalla strage del teatro Dubrovka di Mosca a quella nella scuola di Beslan).


SCUOLA DI TEATRO DI BOLOGNA “ALESSANDRA GALANTE GARRONE” / IL FEMMINILE NELLA VISIONE SCENICA DI CESAR BRIE

Cesar Brie ha accettato la sfida. Quella di darci, all’interno dell’indagine che quest’anno viene condotta al LabOratorio, la sua interpretazione del femminile. Tra i maestri del teatro internazionale, ha condotto con gli allievi del corso di Alta Formazione della Scuola di Teatro di Bologna diretta da Claudia Busi e Vittorio Franceschi, il lavoro di costruzione di uno spettacolo che, attraverso una scrittura originale e un lavoro di improvvisazione, verrà restituito al pubblico, trasformandosi nella testimonianza della sua cifra poetica. Cesar Brie, fondatore della Comunità Baires di Buenos Aires, si rifugiò nel ‘76 in Italia per sfuggire alla dittatura argentina; in seguito si trasferì in Bolivia dove fondò il Teatro De Los Andes. Molti suoi spettacoli continuano ad essere in tournée nei teatri italiani.