NICCOLÒ FETTARAPPA | USTICA. UNA COSA CHE NON FA RIDERE

La strage di Ustica è stata un evento rappresentabile come un grosso precipizio, in cui più percorsi di vita si sono incontrati, tragicamente, per poi finire inghiottiti nel buio della storia. Per molti anni, di tutto questo si è parlato come di un mero “disastro”, quasi come se di responsabilità umane non ce ne fossero. Ma oggi sappiamo che non è così. Thomas Hobbes parlava dello Stato come di un Leviatano, una macchina fatta di individui, ciascuno con la propria vita singolare. Questo corpo fatto di altri corpi a volte si ammala. E muore. Il 27 giugno del 1980 il Leviatano è caduto. Lo Stato è crollato e ci è caduto addosso. Ci sono volte in cui la Storia, una storia più grande di noi, si intromette nelle microstorie delle persone. E allora, le biografie individuali vengono interrotte e investite dal traballante peso di un corpo più grande. Lo spettacolo è il tentativo di ricomporre questi frammenti di vita, alla luce di questo incidente, di questa roboante interferenza della Storia.