LA LEZIONE / LETTURA NON DRAMMATICA DEL DRAMMA COMICO DI EUGÈNE IONESCO

Un ritornello: teatro dell’assurdo, teatro dell’assurdo... “Assurdo”: cosa è assurdo? Cosa altro mai sarebbe un vivente ballonzolante su due zampe o svolazzante con un paio di ali se non un assurdo accettato come dato di fatto? Tutto è “assurdo” e, nel caso specifico di La lezione, lo è il volersi occupare dell’istruzione e del crimine che commette il docente ogni giorno sui suoi discenti nati tutti diversi uno dall’altro, con l’intento di modificarli, di educarli, di renderli con questo simili l’uno all’altro per salvare la società dalla confusionaria, pericolosa varietà.

Per poi, avvelenarli con l’uniformità, la piattezza, la semplificazione unificante.

Se si moltiplicano questi "omicidi" per il numero dei docenti operanti nel mondo, si comprenderà quale smisurato sterminio si commetta ogni giorno.


BRUNO DAMINI / FAME E FAMA DALLA VOCE DI GRANDI ATTORI

Dal volume delle Edizioni Minerva che dà il titolo alla serata, e dalle 9 puntate di una sua rubrica recentemente andata in onda su Rai Radio 3 “Pantagruel” a cura di Laura Palmieri, il giornalista-scrittore Bruno Damini commenta le registrazioni audio di cinque sue interviste dei primi anni Novanta a grandi protagonisti della scena teatrale e cinematografica, oggi scomparsi, sui temi della fame reale o metaforica, del mangiare in scena e di quando la fama di successo mordeva più di quella materiale. Parlare di fame è parlare di vita e per l’attore la vita si confonde col suo “doppio” teatrale. A distanza di oltre vent’anni la ricchezza di quelle confessioni è carica di emozioni e   quelle voci oggi “si fanno carne” all’ascolto per   l’immediata   riconoscibilità e la spontaneità testimoniale.

Voci in scena di: Nanni Loy (La lezione di Totò sui bisogni primari), Franca Rame (La fame vera degli ultimi), Nino Manfredi (L’eredità del nonno “alfabeta”), Gino Bramieri (Un comico fa ridere anche quando ha fame), Paolo Poli (Nelle mie fiabe non si mangia mai).

 

Introduce e dialoga con l’autore Laura Palmieri, Rai Radio 3

 


INDRO & GINEVRA

Sono due enfant prodige: Indro Borreani si è diplomato a soli sedici anni e studia con Uto Ughi e Dejan Bogdanovich; Ginevra Costantini Negri a dieci anni si è esibita alla Carnegie Hall di New York ed è la più giovane tra i pianisti che abbiano interpretato i Péchés de vieillesse di Rossini. Esegue in concerto Un petit train de plaisir e Une pensée à Florence. Dalla “Primavera” di Beethoven Borreani balza negli indiavolati virtuosismi dei Capricci di Paganini per violino solo, ritrovando la dimensione cameristica nelle Variazioni su temi dal Mosè in Egitto di Rossini.


SILVIA BENVENUTI E FRANCO GHIONE / GAUSS, IL TEOREMA ELEGANTISSIMO

Nel 1827 Gauss pubblicava col titolo Disquisitiones generales circa superficies curvas una ricerca destinata a cambiare definitivamente la storia della matematica e del pensiero filosofico. In questo lavoro Gauss indica il modo per sviluppare coerentemente una geometria in un ambiente bidimensionale curvo, con i suoi segmenti, circonferenze, triangoli.
Infinite altre nuove geometrie diventano così possibili, anche quelle dove la somma degli angoli interni può essere maggiore o minore a 180°... E la nostra immagine dell’universo può svilupparsi liberamente rompendo le sbarre della gabbia euclidea.


BRUNO DAMINI / FAME E FAMA DALLA VOCE DI GRANDI ATTORI

«Cos’è la fame per te?», così Bruno Damini (fino al 2013 direttore comunicazione dell’Arena del Sole-Nuova Scena-Teatro Stabile di Bologna) apriva le interviste a una settantina di protagonisti della scena teatrale e del cinema italiano nella prima metà degli anni Novanta evocando ricordi di “gavetta” degli inizi, profumi di cucina dell’infanzia, interpretazioni legate alla fame e al cibo, ricette e passioni golose. Da quelle registrazioni su audiocassetta sono state tratte 9 puntate di una recente trasmissione per Rai Radio 3, il volume di Minerva con le inedite voci narranti di 28 grandi attrici e attori oggi scomparsi e questa serata condotta e commentata dall’autore col supporto di immagini inedite. Introduce Claudio Cumani


QUARTETTO WERTHER

Fanno musica insieme da tre anni e si sono distinti in diversi concorsi cameristici; Misa Iannoni Sebastianini (violino), Martina Santarone (viola), Simone Chiominto (violoncello) e Antonino Fiumara (pianoforte) si stanno perfezionando con il Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi al Conservatorio di Parma. Per il loro debutto a Bologna hanno scelto il Quartetto per pianoforte e archi op.47 di Schumann, un lavoro della piena maturità artistica che nella libertà inventiva del suo finale pare aprire nuove prospettive verso Brahms e Fauré. Del compositore francese si ascolta il primo Quartetto, opera giovanile che si imprime nella memoria per la bellezza dei suoi temi e che mostra chiare impronte schumaniane nel suo Adagio centrale.


CESAR BRIE E GLI ALLIEVI DELLA SCUOLA DI TEATRO DI BOLOGNA / PROVE D’ATTORE

Cesar Brie, uno dei maestri del teatro internazionale del Novecento, ha condotto con una ventina di giovani allievi del terzo anno del corso della Scuola di Teatro di Bologna. Un lungo lavoro di costruzione di uno spettacolo, partendo dalla elaborazione di una serie di immagini legate a tematiche di varia natura. Ora quel lavoro, quasi alchemico, nato nel segno dell’improvvisazione, viene restituito al pubblico del LabOratorio trasformandosi in una testimonianza della cifra poetica del regista argentino. Cesar Brie, fondatore della Comuna Baires di Buenos Aires, si rifugiò nel ‘75 in Italia per sfuggire alla dittatura argentina. Dopo una lunga parentesi danese accanto alla musa dell’Odin Teatret Iben Nagel Rassmunsen, si trasferì poi in Bolivia dove fondò il Teatro De Los Andes. Molti suoi spettacoli continuano a essere in tournée nei teatri italiani.


MARCO CAVICCHIOLI / LA LEGGENDA DEL GRANDE INQUISITORE DI FEDOR DOSTOEVSKIJ

Può essere analizzato e compreso anche fuori dal contesto dei ‘Fratelli Karamazov’ questo celeberrimo racconto (è un capitolo del romanzo) di Fedor Dostoevskij. È Ivan Karamazov a esporre al fratello Aleksej una storia allegorica di sua invenzione ambientata in Spagna ai tempi della Santa Inquisizione. Ed emerge netto il profilo psicologico, antropologico e filosofico del grande scrittore russo. Filosofia morale, politica, della storia e delle religioni si incrociano in una magmatica narrazione che Marco Cavicchioli restituisce al pubblico con una poetica adesione. Una lettura raccontata con accompagnamento musicale. Una chiave inconsueta per entrare nella complessità di un testo da sempre al centro di discussioni teologiche.


UN'ORCHESTRA A QUATTRO MANI / L'ARTE DELLA TRASCRIZIONE

MICO si conclude con un concerto “sinfonico da camera”, dove il pianoforte, in virtù della sua generosa estensione e ricchezza timbrica, diviene lo strumento privilegiato per riassumere un’intera orchestra in “quattro mani”. Fossi e Gaggini sono veri e propri esploratori di questo repertorio, di cui offrono due trascrizioni d’autore: il balletto Petruška nella versione dello stesso Stravinskij, e la Kammersymphonie op. 9 di Schoenberg nella versione di Alban Berg, che ascolteremo in prima esecuzione italiana.


TRIO KANON

Lena Yokoyama (violino), Alessandro Copia (violoncello) e Diego Maccagnola (pianoforte) si sono incontrati nel 2012 e hanno studiato musica da camera con il Trio di Parma e con l’Atos Trio, continuando ad affinare il loro stile con altri grandi maestri, in viaggio tra Germania, Austria, Norvegia e Francia. Propongono due grandi “classici” dei primi anni dell’Ottocento e del Novecento: il Beethoven visionario del Trio “degli spiriti” che fa ruotare tutta la composizione intorno ad uno spettrale Largo centrale e il Ravel di esuberante vitalità del Trio in la maggiore ascoltato per la prima volta a Parigi nel gennaio 1915, con Alfredo Casella al pianoforte. Varcano il XXI secolo con il Secondo Trio di Mauricio Kagel, carico di convenzioni e sovversioni come tutta la sua musica.