GAGAKU | MUSICHE E DANZE DI CORTE DEL GIAPPONE

Lo spettacolo di gagaku, articolato in due parti per una durata complessiva di 110 minuti, offre un’immersione nelle principali forme della musica di corte giapponese: kangen (musica strumentale), bugaku (danza) e kayō (canto). La prima parte combina introduzione e ascolto, con l’assolo di wagon, antico strumento a corde, e brani emblematici del repertorio come Etenraku e Bairo, affiancati da esempi di musica vocale. La seconda parte è dedicata alla dimensione performativa, con la danza bugaku Manzairaku e il kagura Urayasu no Mai, che evocano il legame tra ritualità, corte e spiritualità, offrendo al pubblico un’esperienza estetica e culturale di grande raffinatezza.


CHRISTIAN RAIMO | BARRILETE CÓSMICO. Maradona Pedagogista

 

Ogni tanto, quando mi mandano a fare supplenza in delle classi impossibili, per tentare di ottenere un minimo di attenzione, le provo tutte e poi racconto la storia della partita del secolo e del gol del secolo, quella dei mondiali del 1986 tra Argentina e Inghilterra. La prendo alla larga: racconto l’infanzia di Maradona, la dittatura argentina, le desapariciones, la guerra delle Falklands/Malvinas, e poi il mondiale, e quei due gol incredibili, la mano di Dio e un’intera squadra dribblata, e per finire la storia di come tutto questo ha a che fare, profondamente, con la pedagogia, la relazione educativa, la possibilità che l’educazione cambi le nostre vite e il corso della Storia. È una storia che ho raccontato e raccontato ormai cento volte, a cena, nelle occupazioni, nelle assemblee, ma soprattutto come sfida narrativa con gli studenti che erano totalmente disinteressati a sentire qualunque cosa... È una storia potentissima, epica di per sé, talmente perfetta nella sua parabola narrativa, che ho pensato di mettermi lì, curarla, e portarla a teatro.


PAOLO GIORDANO | SCRITTURE DELLA COMPLESSITÀ

In dialogo con Marco Antonio Bazzocchi

Scrittore ma anche insegnante, esperto di letteratura ma anche di scienza, Paolo Giordano è la figura che più può riuscire ad entrare nel complesso mondo che caratterizza i due saperi, quello umanistico e quello scientifico, e la possibilità della loro trasmissione in un processo formativo che oggi non può essere più ricondotto a formule o stereotipi ma ha bisogno di affrontare continue evoluzioni.

Al termine dell’incontro la redazione di Giovani Reporter realizzerà una breve intervista sul palco.


FANTATEATRO | IL RACCONTO DI FILIPPO

Chi era San Filippo Neri? Perché a Bologna c’è un Oratorio che porta il suo nome? Quali sono i tesori artistici che custodisce? Domande cui offre una risposta Il racconto di Filippo, spettacolo itinerante che è un po’ visita guidata e un po’ performance teatrale. Si tratta di un percorso spettacolare per gruppi ristretti di spettatori: tre attori conducono il pubblico negli angoli più suggestivi dell’Oratorio, dando voce ad alcuni personaggi storici e fantastici legati al luogo, a partire da San Filippo Neri, il santo della gioia che terrà le fila della narrazione. Ma appariranno anche un’immaginaria moglie di Ludovico Carracci (di cui l’Oratorio ospita il celebre Ecce Homo), il cardinale Lambertini (che inaugurò l’Oratorio nel 1733) e la figura di una misteriosa donna scampata ai bombardamenti del 1944.

 

Riserva il tuo posto:

Ore 18.00 qui

Ore 20.00 qui


TEATRINO GIULLARE CON MARIO BRUNELLO | TRAGEDIA DI RONCISVALLE CON BESTIE

Una serata speciale in omaggio a Giuliano Scabia, poeta, drammaturgo e figura unica nel panorama culturale e teatrale, con la lettura scenica della sua Tragedia di Roncisvalle con bestie, in cui si raccontano le epiche sorti dei paladini alle prese con la loro ultima fatale battaglia, riportando però anche i punti di vista degli animali che, usciti dal bosco, stupiti osservano la guerra che si fanno gli umani e commentano ciò che per loro è incomprensibile. Il testo è interpretato da Teatrino Giullare, compagnia bolognese nata proprio durante il Corso di Drammaturgia di Scabia al DAMS di Bologna, alla maniera dei cantastorie, con un divertente gioco di maschere.


MATTEO ZUPPI E ALESSANDRO BERGONZONI | OLTRE LA PENA, LA PERSONA

In apertura dell’incontro verrà presentato in anteprima assoluta il filmato che narra Viaggio nello spazio (in presenza di gravità), l'esperienza dello scorso 13 maggio 2026, quando Alessandro Bergonzoni e Paolo Fresu hanno percorso artisticamente le aree esterne della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna, accompagnati dalla Direttrice Rosa Alba Casella e dall’avv. Luca Sebastiani, Responsabile dell’Osservatorio Carcere della Camera Penale di Bologna. Da quel contatto con le persone detenute, profondo e senza filtri, la voce di Bergonzoni e la tromba di Fresu hanno unito il carcere con l'esterno attraverso la diffusione audio in Piazza Maggiore, e poi in tutta Italia grazie ai microfoni di Rai Radio 3. 

Fabrizio Pomes, ex detenuto, raccoglie, insieme ai contributi di operatori, volontari, giuristi e istituzioni, una riflessione sul carcere come luogo di pena ma anche di responsabilità e cambiamento. Beatrice Campari racconta invece i suoi sei anni di detenzione vissuti tra lavoro, studio, affetti e volontariato, in un percorso che restituisce uno sguardo autentico sulla quotidianità del carcere femminile. A partire da queste due testimonianze, l'incontro propone una riflessione sul sistema penitenziario, sul valore della pena, sulle opportunità di reinserimento e sulla necessità di guardare oltre il reato per riconoscere la persona. Accanto alle testimonianze degli autori, ad arricchire il confronto, saranno le riflessioni del cardinale Matteo Maria Zuppi, autore della prefazione al libro di Pomes, di Alessandro Bergonzoni, che ne firma la postfazione con il suo sguardo originale e profondamente umano e di Luca Sebastiani, Responsabile dell'Osservatorio Diritti Umani, Carcere e altri luoghi di privazione della libertà della Camera Penale di Bologna.


ASSOCIAZIONE GRAFOLOGICA ITALIANA | SERATA CANT-AUTORE

Per la prima volta al LabOratorio San Filippo Neri il Festival della scrittura a mano Manu scribere. Per l’occasione ospiteremo l’incontro inaugurale Serata cant-autore. Guglielmo Incerti Caselli, il presidente dell’AGI - Associazione Grafologica Italiana, introdurrà la serata e guiderà il pubblico in un viaggio che racconta il rapporto tra scrittura e musica. Tra gli ospiti della serata Daiano, pseudonimo di Claudio Fontana e Dario Baldan Bembo, due artisti che hanno incantato generazioni intere con le loro melodie. Inoltre Andrea Faccani, presidente della Fondazione Lucio Dalla, trasporterà gli spettatori dentro al mondo di uno dei più grandi cantautori italiani. A moderare l’evento sarà l’attrice, autrice e conduttrice TV Patrizia Caselli. Durante l’incontro, gli autori parleranno del loro rapporto con la scrittura a mano, condividendo curiosità, aneddoti e storie della loro carriera.

Per prenotarsi andare su www.manuscribere.it


MARIA AMELIA MONTI ED EDOARDO ERBA / VAIOLO

La Fondazione del Monte e Mismaonda sono liete di annunciare che il 15 giugno l’Oratorio San Filippo Neri riaprirà al pubblico. Alle ore 20.30 una serata speciale in compagnia dell’autore Edoardo Erba e dell’attrice Maria Amelia Monti.

Inizialmente questo doveva essere un luogo di cura. Chi entrava qui era malato e ci veniva con la stessa speranza con cui un paralitico entra in un bagno termale. (Vaiolo, Edoardo Erba, 2002)

Più di vent’anni fa il drammaturgo Edoardo Erba scrive un racconto, “Vaiolo”, all’apparenza distopico: ambientato in un futuro che potrebbe essere oggi, narra della riscoperta di un reperto storico, un teatro, strano edificio di cui si è persa la memoria dell’utilizzo. Per deduzione si immagina dovesse essere un luogo di cura.

Il 15 giugno, dopo quasi quattro mesi di chiusura dei luoghi di cura di tutt’Italia (e del mondo), i teatri riaprono. La Fondazione del Monte, insieme a Mismaonda, ha deciso di fare un gesto simbolico: riaprire proprio quella sera l’Oratorio di San Filippo Neri, il suo luogo di cura, che da anni mette a disposizione della città di Bologna.

Per festeggiare questo ritorno negli spazi di pubblico spettacolo, Mismaonda ha chiamato sul palco proprio l’autore del testo profetico, Edoardo Erba: lui e la moglie, l’attrice Maria Amelia Monti, ne daranno una lettura scenica cui seguirà una chiacchierata sul “dove eravamo rimasti” e quale futuro ci aspetta.

L’Oratorio di San Filippo Neri proseguirà poi la sua programmazione dal 1 settembre.

L’Oratorio riaprirà al pubblico con una capienza di 85 posti (230 quelli abituali): le panche e le sedute saranno separate in modo da consentire la distanza di un metro abbondante.

Al pubblico sarà chiesto di indossare la mascherina e igienizzare le mani all’ingresso. Sarà anche misurata la temperatura.

L’ingresso sarà consentito solo su prenotazione via mail: oratoriosanfilipponeri@mismaonda.eu


PERFORMAZIONI INTERNATIONAL WORKSHOP FESTIVAL / LA CITTÀ GLOBALE IL RITO

A grande richiesta, dopo la presentazione nella passata edizione del Festival, torna lo spettacolo “Il Rito”, che riassume i dieci anni di ricerca del progetto “Stracci della Memoria” di Instabili Vaganti, nella sua versione site-specific, appositamente creata per gli spazi dell’Oratorio San Filippo Neri. La scena si struttura in uno spazio che assume il valore simbolico di giardino sacro, un luogo senza tempo dove un uomo e una donna, in scena e/o virtuali, percorrono il ciclo della vita fissandolo nell’eternità del rito al quale il pubblico prende parte come spettatore. Una composizione originale di testi poetici, musica, azioni fisiche e canti, che mira ad attualizzare i materiali performativi provenienti dalle tradizioni culturali dei diversi luoghi del mondo, attraversati dal progetto.


PERFORMAZIONI INTERNATIONAL WORKSHOP FESTIVAL / I FIORI DEL MALE O LA CELEBRAZIONE DELLA VIOLENZA

Il testo “I fiori del male o la celebrazione della violenza” è un monologo scritto nel 2018 ed è giocato dallo stesso autore sotto forma di conferenza che segue la linea dell’autofinzione, alla quale il drammaturgo franco-uruguaiano Sergio Blanco si dedica già da alcuni anni. Con un solo schermo come apparato scenico, alcuni libri, una lampada e una proiezione permanente del quadro Sansone accecato dai Filistei di Rembrandt, reinterpretato dall’artista visivo Miguel Grompone, l’opera coinvolge il pubblico in un’esposizione sulla violenza e la letteratura che colpisce per la sua profondità, la sua radicalità e la sua nitidezza.  Mentre la lettura avanza, ciò che cattura lo spettatore, di questo formato originale, che lo stesso Blanco ha chiamato Conferencia autoficcional, è che il testo non parla solo di violenza e di letteratura, ma del modo intimo in cui il suo autore ha vissuto la violenza letteraria, patendola con dolore e tormento e allo stesso tempo sperimentandone il godimento e il piacere.

Questo fa si che il monologo non si limiti solo alla semplice ed evidente condanna della violenza, che naturalmente c'è e con grande fervore, ma riesca anche a sprofondare nella celebrazione di questa violenza letteraria che cerca nel male la bellezza.

 

In questo modo “I fiori del male o la celebrazione della violenza” è un testo dove il complesso problema della violenza, dal momento in cui è trattato dal punto di vista letterario, sfugge dalla morale castrante, per proiettarsi con totale libertà nella poesia. Come spiega Sergio Blanco nella sua conferenza: "La letteratura sarebbe quindi il posto che l'umanità avrebbe trovato per poter parlare di violenza. Per raccontarla. Lo spazio letterario ammetterebbe quindi la violenza poeticizzandola ".