FESTIVAL RESPIGHI BOLOGNA 2026 | LA GENERAZIONE DELL’OTTANTA

Il Festival Respighi Bologna, organizzato da Musica Insieme con la Direzione Artistica di Maurizio Scardovi, continua la sua opera di valorizzazione del repertorio musicale del primo Novecento grazie a un trio di eccellenti solisti: Gabriele Pieranunzi, Primo violino del Teatro San Carlo di Napoli, Silvia Chiesa, violoncellista ideatrice della Trilogia del Novecento Italiano con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, e Maurizio Baglini, pianista acclamato nelle principali sale, dal Kennedy Center di Washington alla Salle Gaveau di Parigi. Per loro un programma a geometrie variabili dedicato alla Generazione dell’Ottanta, con un caposaldo come la Sonata per violino e pianoforte di Respighi e una prima assoluta commissionata dal Festival alla giovanissima compositrice bolognese Sara Gabusi.


OPUS13 QUARTET | TRAME D’ARCHI

Il primo amore non si scorda mai, ma neppure il primo concerto. Lo sanno bene i giovani musicisti di Opus13, quartetto norvegese che prende il nome dal Quartetto op.13 di Mendelssohn, il loro primo brano suonato nel 2014. Da allora la formazione si è imposta sui palcoscenici più prestigiosi, coniugando grande repertorio e nuova musica. Questa vocazione si rispecchia nella prima assoluta di Matteo Franceschini, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, al quale Bologna Festival e Ferrara Musica hanno commissionato una nuova composizione per quartetto d’archi, in dialogo con l’energico Beethoven (Quartetto op.18 n.3) e l’anticonvenzionale Quartetto n.3 di Bartók: tre lavori “distesi” su tre secoli, testimoni di una forma musicale in continuo divenire.


FESTIVAL DEL PRESENTE | I DIALOGHI DI PANDORA RIVISTA

L’Oratorio ospiterà alcuni incontri dell’edizione 2026 del Festival del Presente – Dialoghi di Pandora Rivista, che quest’anno si intitolerà Inizi. Origini, generazioni, metamorfosi e si terrà dall’1 al 18 ottobre in numerosi luoghi di Bologna.

Nel corso delle quasi tre settimane di dibattiti, lezioni e interviste, ospiti di primo piano del mondo della cultura, dell’informazione, dell’economia e delle istituzioni rifletteranno sul tema degli “inizi”: su come nasce il nuovo e su come scorgere configurazioni possibili in un presente segnato dal disordine.

Ingresso con prenotazione consigliata, disponibile sul sito: www.festivaldelpresente.it
A seguire il programma completo:
Domenica 4 ottobre
Ore 15.30 - Le voci degli altri
a partire dal libro Le voci degli altri di Mario Calabresi (Mondadori)
con Mario Calabresi
Non siamo più capaci di ascoltare le persone intorno a noi? Mario Calabresi riflette sulla fine dell’empatia e sulle sue conseguenze nelle nostre vite, di cui la diffidenza è diventata un ingrediente fondamentale, e su come ritrovare uno sguardo capace di riconoscere l’altro.
Ore 17.00 - I nostri inizi
con Luca Sofri
Cosa significa iniziare qualcosa di nuovo? Come nasce un nuovo progetto? Quante volte nella vita ci accade di rincominciare? Luca Sofri riflette a partire dalla propria esperienza e dai propri “inizi”, tra cui la nascita de il Post e del progetto editoriale Altrecose.
Ore 18.30 - I partiti dall’altare alla polvere
a partire dal libro Alle urne alle urne! di Piero Ignazi (il Mulino)
con Marcella Cocchi, Massimo Giannini e Piero Ignazi
Un confronto sulle trasformazioni della democrazia, in Italia e in Europa: dai sistemi elettorali, al ruolo dei media e alle nuove forme della partecipazione. A partire da un libro che, attraverso l’analisi politologica, ci aiuta a riflettere sulle sfide che attendono cittadini, istituzioni e informazione.
Lunedì 5 ottobre
Ore 17.00 - Inizi: separazioni e ricongiungimenti
con Carlo Galli
La molteplicità delle narrazioni degli inizi nasce dal fatto che chi controlla l’inizio controlla il senso e il fine della storia e dell'agire umano. Carlo Galli riflette su queste tematiche a partire dalla prospettiva della filosofia politica.
Ore 18.30 - Le stagioni della Repubblica
a partire dal libro Le stagioni della Repubblica di Giuliano Amato e Giovanni Tarli Barbieri (il Mulino)
con Giuliano Amato - Augusto Barbera - Giovanni Tarli Barbieri - Sofia Ventura
Una riflessione sul futuro della nostra democrazia a ottant’anni dalla Costituzione. A partire da un libro che ricostruisce il lungo e difficile cammino verso il radicamento della democrazia e ci offre il racconto di una Repubblica che, fin dai suoi inizi, ha saputo a cambiare e rinascere.

Ore 21.30 - Babele o Gerusalemme? Tecnologia, potere, umanità

con Guido Maria Brera – Matteo Maria Zuppi

Venerdì 9 ottobre

16.00

Dialogo Art-ER

Fondazione

a partire dal libro “Fondazione. I principi della civiltà artificiale” di Luca De Biase, Apogeo

Introduce Roberto Righetti

con Luca De Biase – Alberto Puliafito

17.00 - Democrazia addio
a partire dal libro Democrazia addio di Lorenzo De Sio (Laterza)
con Lorenzo De Sio - Nadia Urbinati - Luca Verzichelli
La democrazia occidentale sta attraversando una crisi strutturale? Proveremo a riflettere su questo interrogativo sulla base di un libro che riflette sulla capacità delle democrazie di rispondere alle domande e ai bisogni dei cittadini.
18.30 - Nascita e tramonto di due modelli di città
con Ivano Dionigi
Due modelli urbani e due eredità decisive, per tornare alle radici del nostro modo di pensare la comunità. Con il latinista Ivano Dionigi proveremo a riflettere sul presente attraverso il confronto con il mondo classico.
21.30 - Umani e macchine: agli albori della civiltà artificiale
con Mario De Caro
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e di macchine con sempre nuove capacità sta creando un cambiamento epocale, e forse rappresenta il primo passo che ci porterà ad una “civiltà artificiale”. Con il filosofo Mario De Caro ragioneremo su quale potrà essere il futuro rapporto tra umani e macchine.

TEATRINO GIULLARE CON ARES TAVOLAZZI | FUGA E MORTE DI TOLSTOJ

Un allestimento sonoro del testo di Stefan Zweig dedicato agli ultimi giorni della vita di Lev Tolstoj in cui Teatrino Giullare dà voce a tutti i personaggi dell’opera con l’accompagnamento straordinario del contrabbasso di Ares Tavolazzi. Un ritratto fedele dei fatti realmente accaduti negli ultimi drammatici momenti della vita del più celebre romanziere di tutti i tempi, uno studio sulla sofferenza dell’artista incapace di conciliare le proprie idee con le proprie azioni, lacerato tra il sogno di una vita umile a contatto con la natura e la realtà di una casa sfarzosa, assediata da giornalisti e ammiratori. Tolstoj viene qui presentato nell’attimo stesso in cui rompe con le concessioni, le contraddizioni, le menzogne e si riconcilia con sé stesso in una fuga che ha come meta l’eternità.


AUGUST WILSON | JITNEY

 

Pittsburgh, anno 1977.

Nel pieno della crisi dell’industria siderurgica, per cui la città è nota in tutto il mondo, cinque autisti – Becker, Youngblood, Turnbo, Fielding e Doub – fanno fatica a tirare avanti e si attaccano nostalgicamente al passato, scorgendo all’orizzonte soltanto i tratti foschi di un futuro incerto.

Dai primi decenni del ‘900, nei quartieri a maggioranza afro-americana delle città statunitensi si è sviluppato un servizio di trasporto alternativo all’autobus e ai taxi regolari. In quei quartieri i taxi non transitano, sono molto costosi, e non fanno salire i Neri. Si tratta dei Jitney, che operano al di fuori della legge ma danno opportunità di lavoro a persone come i nostri cinque protagonisti, oltre a rendere un servizio importante per la comunità.

August Wilson, il più prolifico e determinante autore teatrale afroamericano di sempre, per la prima volta viene tradotto in un’altra lingua, ossia in italiano, e messo in scena con un cast interamente afro-italiano.

La scena originale è minimale e astratta, così da focalizzare lo sguardo e concentrarsi su cosa viene detto e come, sulle sfumature di significato arricchite dalla presenza di doppi ruoli, sulle luci di taglio in stile cinematografico, sulle proiezioni presenti su due schermi verticali, in un formato simil-smartphone.

Quando Booster, il figlio di Becker, viene rilasciato dopo vent’anni di reclusione in prigione per omicidio, inizia un percorso catartico che avvicina il linguaggio della strada al ritmo sincopato del jazz e al linguaggio classico della tragedia.

 

Durata: 110′


BREZZA ENSEMBLE | L’ARTE DI PRELUDIARE

Ciò che rende unico l’ensemble Brezza nel panorama dei gruppi di musica antica “storicamente informati” è il recupero della pratica del preludio, ovvero la realizzazione di brevi improvvisazioni prima dell’esecuzione di un brano specifico. È un antico metodo di riscaldamento, accordatura e preparazione che rimanda a un’epoca in cui l’arte del preludiare era considerata indispensabile per qualsiasi professionista. Il programma proposto da Marina Cabello del Castillo (viola da gamba), Pablo Gigosos (traversiere) e Teun Braken (clavicembalo), formatisi alla prestigiosa Schola Cantorum Basiliensis, si concentra sul Sei-Settecento, creando una vera e propria storia da leggere/ascoltare capitolo per capitolo. I Preludi (improvvisati) segnano di volta in volta il passaggio da una sezione all'altra, introducendo l'ipnotica Chaconne en trio di Jacques Morel oppure la celebre Halle Sonata di Händel o ancora la Sonata per flauto BWV 1034 di Bach, per finire sui Pièces de clavecin en concerts di Rameau.


LIDIA RAVERA | LETTERS FROM GAZA

Anteprima del WeWorld Festival Bologna 2026

Un reading dedicato alle voci delle madri di Gaza, costruito a partire da testimonianze reali raccolte nei progetti di WeWorld, ONG che opera da 50 anni in oltre 20 Paesi nel mondo. Attraverso sei monologhi ispirati a storie vere, letti da Lidia Ravera e altre ospiti della serata, l’evento restituisce uno sguardo intimo e umano sulla vita quotidiana delle persone che vivono sotto assedio: madri, famiglie, bambine e bambini costretti a convivere con guerra, perdita e sopravvivenza. L’evento porta sul palco parole di donne che raccontano la guerra dalla prospettiva di chi continua ogni giorno a proteggere, nutrire, accudire e resistere. Accanto alle testimonianze, un momento di racconto e restituzione dei dati dal campo: numeri, bisogni, emergenze e ragioni concrete per cui oggi essere presenti a Gaza significa continuare a scegliere di non voltarsi dall’altra parte. A seguire, un dialogo aperto con Lidia Ravera sul ruolo delle parole, della narrazione e della responsabilità culturale di fronte alla guerra.

 

Per partecipare: qui


FESTIVAL RESPIGHI BOLOGNA 2026 | RESPIGHI ELETTRICO

L’Oratorio di San Filippo Neri si riconferma tappa fondamentale del Festival Respighi Bologna, organizzato da Musica Insieme con la Direzione Artistica di Maurizio Scardovi, per un progetto che rispecchia la sua anima architettonica ibrida, fra tradizione e modernità. A 90 anni dalla scomparsa del compositore, il Festival, in collaborazione con la Fondazione Arturo Toscanini, presenterà in prima assoluta Respighi elettrico, interpretato dai giovani, eccezionali talenti della Toscanini Academy. Sarà un’occasione per riscoprire alcune celebri liriche di Ottorino Respighi con un sound nuovo che comprende anche chitarra elettrica, basso e batteria, grazie alla direzione e agli arrangiamenti di Tiziano Popoli, compositore esperto e mentore dell’Academy, e con la voce di Emidio Clementi, fondatore e frontman dei Massimo Volume.


SERGI CASERO NIETO | EL PACTO DEL OLVIDO

El Pacto del Olvido è un monologo sul silenzio storico che avvolge la guerra civile spagnola e il regime di Francisco Franco, sui suoi effetti e sulla trasmissione intergenerazionale, che continuano ad avere conseguenze sulla società. La ricerca prende spunto dalla legge di amnistia del 1977, Il patto dell’oblio, approvata dopo la morte di Francisco Franco, che ancora oggi impedisce di indagare sui crimini commessi durante i 40 anni di regime. Questa amnesia istituzionalizzata ha lasciato una storia nazionale incompleta, perpetuando la sopravvivenza e la supremazia della narrazione dei vincitori e della sua eredità simbolica. Attraverso l’autofiction, intrecciando esperienze personali, testimonianze e documenti raccolti durante la ricerca, la performance rivendica il valore delle prospettive plurali e della memoria orale, evidenziando i margini del silenzio collettivo, mettendo in discussione le narrazioni “ufficiali” della storia e i loro processi di trasmissione.

 

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EMANUELE ARCIULI | TRA VARIAZIONI E SUONI VIRTUALI

John Cage sistemava viti, bulloni e oggetti tra le corde, trasformando il pianoforte in un campo d’azione teatrale. Ma la tecnologia avanza e oggi la preparazione prescinde dal dato fisico, come dimostra Emanuele Arciuli che propone, in prima assoluta a Bologna Festival, il suo Prepared Piano Music. Sfruttando il digitale, l’idea del pianista è che il martello colpisca i sensori campionati sul suono preparato. Sperimentazioni timbrico-tecnologiche di un programma che s’incunea in un affascinante percorso nel mondo delle Variazioni: classiche, dice Haydn, jazzistiche risponde Thelonious Monk. E proprio uno dei suoi brani più celebri diventa il fulcro di un’opera collettiva quale Round Midnight Variations - for E. Arciuli. Completa il programma un brano dell’americano Matthew Quayle, sempre dedicato a Emanuele Arciuli, Variations (with regards to Bill Evans, Brad Meldhau, Chick Corea and Keith Jarrett).