GENE GNOCCHI / IL GUSTO PUFFO

«Non credo al destino, e se qualche volta sento parlare di destino mi rabbuio subito.
Soprattutto quando se ne parla a ritroso, cioè solo per dire che se qualcosa è accaduto doveva accadere ed era destino che accadesse.

Non sono neanche convinto che le cose accadano davvero, ma questo è un altro
discorso che affronterò martedì o mercoledì, o addirittura sabato.»

Siamo un’umanità al gusto puffo, ammettiamolo. Ognuno fiero del suo colore un po’ sopra le
righe, ma senza il coraggio di uno scarto di personalità al di là di quel sapore indefinibile, che
tende alla vaniglia. Ognuno impegnato a sopravvivere, anche un po’ a se stesso. Ognuno
detentore di certezze granitiche, costruite quando va bene su un malinteso. I protagonisti di
queste storie rappresentano in questo senso un invidiabile campionario di velleità, incongruenze,
ispirazioni a sproposito. Un aspirante California Dream Man ultrasessantenne a cui si sloga una
spalla ogni volta che esce da una torta. L’inventore della legge che impone agli artisti di far
posare le modelle solo vestite, col loden. Un uomo che vuole adottare un bambino a distanza
ma non sa quale sia la distanza minima. Il genero che per non dover portare la suocera al mare
decide di farle rompere il femore da una banda di criminali. E naturalmente l’inventore del gusto
puffo – appunto – che, come tutti sanno, si è portato nella tomba il suo segreto. Vite che non
sono le nostre e che, pure, ci appartengono in una varietà di modi, tutti inquietanti. Con il suo
stile stralunato e insieme capace di cogliere con precisione chirurgica la verità delle emozioni e
delle situazioni, Gene Gnocchi costruisce tassello dopo tassello un mosaico di storie personali e
collettive, spudoratamente apocrife e proprio per questo capaci di mostrarci, come in uno
specchio deformante, la verità dei nostri pensieri e della nostra vita. Un libro che suscita ilarità e
malinconia in egual misura, e che ci chiama in causa personalmente, come se ogni pagina
parlasse di noi.

Gene Gnocchi comico, conduttore, attore, umorista e autore satirico, ha pubblicato diversi libri
tra cui ricordiamo i più recenti Cosa fare a Faenza quando sei morto (Bompiani 2015) e Il petauro dello
zucchero (La Nave di Teseo 2017). Da settembre 2020 è ospite fisso di Quarta Repubblica di cui
cura la copertina satirica.

INGRESSO GRATUITO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: E-mail: oratoriosanfilipponeri@mismaonda.eu Mob – SMS – whatsapp: 3497619232 da lunedì a venerdì: 10.30-13 e 15-17.30