OBLIVION

Gli OBLIVION, i cinque madrigalisti post-moderni, come si definiscono, si raccontano nell’ambito del ciclo “Il giorno che verrà” all’Oratorio San Filippo Neri. E per loro è un ritorno alle origini, quando, diversi anni fa, ricordano, bussando alle porte della Fondazione del Monte per chiedere sostegno alla loro attività canora nascente, si videreo aprire proprio le porte dell’Oratorio e lo calcarono con un meadley che andava dal Quartetto Cetra al Trio Lescano.

Da allora non si sono più fermati: il loro virtuosismo canoro e teatrale è già un cult, vedi i “Promessi Sposi in 10”; riempiono i teatri di tutt’Italia e resistono insieme creando, componendo, cantando, suonando e recitando in armonia, moltiplicando ogni giorno, come dicono nel video racconto, le loro abilità, salvo poi …dividere la paga.

Dal ritratto emerge tutta la simpatia del gruppo e la grande capacità ironica e autoironica, che è forse, assieme all’indiscutibile talento, il segreto del loro successo.

Tra aneddoti e iperboli divertenti, il video mostra un saggio della loro capacità spettacolare: il brano “Nella vecchia fattoria” è il pretesto per parodiare Ligabue, Giusy Ferreri, il Volo, Giuliano Sangiorgi, Noemi, i Queen…